Dai Madelbo un omaggio all’Italia Bandita, un pugno allo stomaco diretto e incisivo

Nasce quasi per caso alcuni mesi fa ed oggi appare più che attuale Bandita, il nuovo singolo dei Madelbo, band messinese che attraverso la musica sa raccontare emozioni e pensieri attuali. Il brano è stato registrato a distanza ed assemblato da Aldo Cannarella, tra l’altro chitarrista della band.

Il brano è un vero e proprio grido di amore verso l’Italia, una nazione contraddittoria, spesso bistrattata dagli stessi italiani, ma che alla fine racchiude in sé storia, arte, cultura, paesaggi, enogastronomia. Aspetti che la rendono unica e che rendono unico il suo popolo che, non deve mai dimenticarsi di essere i campioni del mondo.

Giorgio Gaber in una sua canzone testamento uscita pochi giorni dopo la sua morte nel gennaio 2003 cantava “io non mi sento italiano… ma per fortuna lo sono”. Ed è questo il senso di “Bandita”, l’appartenenza al Belpaese e la fierezza di appartenere ad una terra da tutti invidiata che i Maldebo cantano, con la chitarra in mano, in maniera profonda ed intensa.

La canzone è irruente ed impetuosa, è una scarica di adrenalina che sale e che ti fa sentire come quando ti arriva un pugno allo stomaco che poche cose riescono a farti provare.

I Madelbo sono il frutto della maturazione del progetto Sikana, iniziato dieci anni fa, e di cui, oggi, fanno parte il vocalist Max Formica, i chitarristi Aldo Cannarella e Francesco Trovato, il bassista Giovanni Costa ed il batterista Oreste Fio.

Max Formica

Abbiamo intervistato Max, frontman dei Madelbo.  

Come siete giunti al progetto Madelbo?

“I Madelbo sono l’evoluzione del progetto “Sikana”. Il nome della band è la contrazione della via dove si trova lo studio di registrazione dove noi suoniamo da oltre dieci anni. E’ un posto che ci identifica perché lì sono nati quasi tutti i nostri brani. Dopo un po’ abbiamo sentito l’esigenza di cambiare nome con qualcosa che sentivamo nostro, ma questo non vuol dire che rinneghiamo i Sikana, tutt’altro”.

Bandita è il vostro nuovo singolo, come nasce questo brano?

“Bandita nasce negli ultimi mesi dello scorso anno durante una pausa in sala di registrazione. Stavamo parlando tra di noi della band e poi siamo usciti fuori a fumare una sigaretta. L’unico non fumatore, Giovanni, era rimasto dentro e quando siamo rientrati lo abbiamo trovato che stava improvvisando con la chitarra una musica che ci ha subito colpito. E da li poi ci abbiamo lavorato ed è nata la musica e poi a seguire gli abbiamo cucito le parole. Il nome della canzone nasce da una frase che mi ha detto Roberto Saccà che mi ha aperto un mondo riuscendo poi a scrivere tutto di un fiato il testo di Bandita che altro non è che la sintesi di Bandiera Italiana. La canzone parla della nostra italianità e racchiude tematiche e pensieri attuali. La canzone è nata a novembre dello scorso anno e paradossalmente gli stati d’animo che racconta sono estremamente attuali. La canzone è stata registrata ognuno da casa propria e poi Aldo ha assemblato tutto insieme. Mi auguro che questo brano riesca a trasmettere le emozioni con cui è stato scritto”.

Aldo Cannarella

Progetti per il futuro?

“Stiamo lavorando ad altri brani per chiudere il prossimo album, il primo con i Madelbo, e tutti hanno un filo conduttore legato a tematiche molto attuali. Il titolo del disco è Anidride orinica. Speriamo, inoltre, di poter tornare presto a registrare, ma soprattutto di riuscire a ritornare a fare concerti”.

Anche Aldo Cannarella, chitarrista della band, ci ha voluto raccontare l’essenza della canzone. “Bandita – ha detto – racconta il periodo che l’Italia sta vivendo da un paio di anni. La musica è nata in sala di registrazione da una scintilla che in pochissimo tempo ha acceso tutta la canzone su cui Max ha messo il testo che racconta tanti stati d’animo di ognuno di noi. Nonostante il brano sia nato diversi mesi fa prima dell’emergenza coronavirus sembra raccontare le emozioni che si stanno vivendo in questi giorni. Nel pezzo si affrontano diverse tematiche che sono attuali e che viviamo tutti. Credo che tutto si leghi alla perfezione alla musica che cerca di comunicare emozioni vere e dirette”.

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