Attualità

Il 24 gennaio è la giornata mondiale dell’educazione

Si celebra il 24 gennaio la giornata mondiale dell’educazione. E’ stata istituita nel 2018 dalle Nazioni Unite per sottolineare il ruolo fondamentale dell’istruzione per la pace e lo sviluppo sostenibile, come diritto umano universale e strumento contro povertà e disuguaglianze.

Questo giorno rappresenta un’occasione per riflettere sull’importanza fondamentale dell’educazione come diritto umano universale e come strumento chiave per costruire un futuro sostenibile, inclusivo e giusto. Senza un’istruzione di qualità ed equa, non si riuscirà a raggiungere l’uguaglianza di genere ne a rompere il ciclo di povertà che sta lasciando indietro milioni di bambini, giovani e adulti. In tal senso, l’educazione non è solo un mezzo per acquisire conoscenze, ma è anche un processo che permette di sviluppare consapevolezza, senso critico e capacità di contribuire alla società in modo positivo, svolgendo un ruolo cruciale nella formazione di individui responsabili e comunità resilienti.

Nonostante i progressi compiuti, ancora oggi, milioni di bambini e giovani in tutto il mondo continuano ad affrontare barriere all’accesso all’istruzione, sia per motivi economici che per disuguaglianze di genere, instabilità politica o mancanza di risorse.. 262 milioni di bambini e ragazzi non frequentano la scuola; 617 milioni di bambini e adolescenti non sanno leggere e fare compiti di matematica di base; meno del 40% delle ragazze nell’Africa sub-sahariana completa la scuola secondaria inferiore e circa 4 milioni di bambini e giovani rifugiati non vanno a scuola.

L’istruzione, sostiene l’UNESCO, offre molteplici opportunità per affrontare le cause profonde dell’incitamento all’odio e per sensibilizzare gli studenti di tutte le età sulle sue forme e conseguenze online e offline. Ciò implica che gli studenti siano dotati delle competenze necessarie per riconoscere e rispondere all’odio e all’ingiustizia, siano preparati a rispettare il valore della diversità e dei diritti umani e indirizzati a riconoscere la differenza tra incitamento all’odio e libertà di espressione.

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