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Il mare non รจ una risorsa infinita e il pesce meno conosciuto non รจ meno prezioso. Partendo da questa consapevolezza che lโaula consiliare del Comune di Falcone si รจ trasformata in uno spazio di confronto e apprendimento per gli studenti dellโIstituto comprensivo di Terme Vigliatore, diretto dalla preside Laura Calabrรฒ, protagonisti di un incontro dedicato al progetto โIl pesce dimenticatoโ.
Lโappuntamento รจ stata la tappa conclusiva del progetto regionale sulla valorizzazione e sensibilizzazione al consumo del pesce povero che ha visto il coinvolgimento, accanto al Comune di Falcone, del GAC Golfo di Patti, del COGECOOPESCA Portorosa, della Cooperativa pescatori falconesi, Stazione Zoologica Anton Dohrn Sicilia, della Concooperative Sicilia Settore Pesca.
Una tappa fondamentale del progetto che punta ad avvicinare le nuove generazioni al mondo della pesca, raccontando il mare non soltanto come patrimonio naturale da proteggere, ma anche come fonte di lavoro, economia e tradizioni da custodire. Al centro del confronto, la necessitร di conoscere le risorse ittiche, contrastare lo sfruttamento eccessivo dei mari e riscoprire specie locali spesso trascurate dalle abitudini di consumo.
Lโiniziativa si รจ aperta con i saluti istituzionali e la moderazione dellโAmministrazione comunale. Il vicesindaco Valentina Certo ha sottolineato il valore politico e pedagogico dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Siciliana e dal FEAMPA, evidenziando lโimportanza di trasferire la cultura del mare nelle scuole e di investire nella formazione delle giovani generazioni. Perchรฉ educare al rispetto dellโambiente significa anche costruire cittadini piรน consapevoli e capaci di comprendere le opportunitร offerte dal proprio territorio.
A portare in aula la dimensione scientifica รจ stato il dottor Davide Ceraolo, della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che, attraverso dati e proiezioni grafiche, ha spiegato agli studenti i meccanismi dellโoverfishing, le dinamiche di crescita degli stock ittici e gli effetti dello stress termico sulle popolazioni marine. Particolare attenzione รจ stata dedicata alla necessitร di evitare il prelievo di esemplari sotto taglia, una pratica fondamentale per consentire alle specie di riprodursi e garantire la continuitร delle risorse.
Dal mare alla filiera produttiva, Franco Genovese, del GAC Golfo di Patti, ha raccontato il lavoro quotidiano delle cooperative di pesca e lโimpegno per la rimozione delle materie plastiche dallโambiente marino. Al centro del suo intervento anche una questione decisiva per il futuro delle marinerie locali: creare una rete distributiva corta, capace di avvicinare pescatori e consumatori, valorizzare il prodotto del territorio e sostenere lโeconomia della pesca.

Nino Accetta, in rappresentanza di Confcooperative Sicilia โ Pesca, ha posto lโaccento sul valore della cooperazione, sul ricambio generazionale e sulla tracciabilitร etica dei prodotti ittici. Temi che chiamano in causa non soltanto gli operatori del settore, ma anche i consumatori, sempre piรน importanti nelle scelte che possono sostenere una filiera trasparente e responsabile.
โRaccontare il pesce dimenticato significa anche cambiare il modo in cui lo si guarda e lo si sceglieโ: รจ il messaggio al centro dellโintervento di Dario Natoli, del GAC Golfo di Patti, che ha illustrato gli strumenti di comunicazione e marketing sociale utilizzati nella campagna di promozione del progetto. Immagini, contenuti e messaggi mirati possono infatti contribuire a modificare le percezioni dei consumatori, accrescere lโinteresse verso le specie meno conosciute e orientare la domanda di mercato.
Il pesce dimenticato diventa cosรฌ molto piรน di una proposta gastronomica: รจ unโoccasione per raccontare la biodiversitร marina, recuperare tradizioni alimentari e sostenere il lavoro dei pescatori, promuovendo una maggiore attenzione alla stagionalitร e alla sostenibilitร dei consumi.
La dirigente scolastica Laura Calabrรฒ ha espresso il plauso della scuola per unโiniziativa capace di andare oltre la lezione frontale, mettendo gli studenti a contatto con esperienze, competenze e professionalitร diverse. Un percorso che lega la conoscenza scientifica alla realtร quotidiana e offre ai ragazzi strumenti per comprendere il valore ecologico ed economico del territorio in cui vivono.
La sfida, del resto, non riguarda soltanto il futuro del mare, ma anche quello delle comunitร che dal mare traggono sostentamento. La tutela degli ecosistemi, la valorizzazione del pescato locale, il sostegno alla pesca e la trasmissione dei saperi tradizionali sono elementi di un unico percorso, nel quale ambiente ed economia non possono essere considerati separatamente.
Lโincontro di Falcone ha ribadito proprio questo principio, affidando alla scuola un ruolo centrale nella diffusione di una nuova cultura del mare. Una cultura che invita a conoscere prima di consumare, a rispettare prima di sfruttare e a riconoscere valore anche a ciรฒ che il mercato tende a dimenticare.
Perchรฉ il futuro delle comunitร costiere passa anche da una scelta apparentemente semplice: imparare a conoscere il pesce che arriva sulle nostre tavole, comprendere il lavoro che cโรจ dietro ogni pescato e riconoscere nel mare un patrimonio da difendere e tramandare alle generazioni future.
