Patti (Me) – La fase 2 i dubbi degli operatori sul futuro

Partita da alcuni giorni la “Fase 2” legata all’emergenza covid-19, cittadini ed operatori commerciali iniziano a prepararsi cercando di guardare al futuro con ottimismo. Intanto l’amministrazione comunale domani mattina incontrerà i rappresentati degli imprenditori tra cui l’Unione Commercianti Pattesi. l’associazione presenterà delle richieste che possano essere uno strumento di aiuto per le aziende in difficoltà. “Il primo aspetto – ha spiegato Gabriele Carcione, presidente dell’associazione – è quella di accelerare i tempi per la regolamentazione del suolo pubblico così come previsto dalla Regione Siciliana anche attraverso la redazione di un piano per l’ampliamento delle aree in concessione secondo delle regole che siano uguali per tutti. Una seconda proposta sarà quella di chiedere l’azzeramento o la riduzione delle imposte comunali per il 2020 principalmente per la Tari e la tassa sulla pubblicità. Riteniamo che queste siano le basi indispensabili per consentire la ripartenza delle imprese che sono state costrette a restare chiuse per oltre due mesi”.
Intanto le prime attività hanno iniziato ad aprire i battenti. Bar e gelaterie, anche se ancora una sparuta minoranza rispetto al numero complessivo di attività, stanno testando la nuova possibilità, introdotta dal 4 maggio, di effettuare l’asporto. In molti attendono ancora anche per cercare di capire a quali normative bisogna fare riferimenti in quanto al momento parecchie soluzioni a cui adeguarsi lasciano molto spazio di manovra alla scelta dei singoli operatori. E, nella confusione in cui gli imprenditori si ritrovano, si procede a piccoli passi. Per quanto riguarda ristoranti e pizzerie i titolari stanno organizzando l’asporto attivando misure per garantire la sicurezza degli avventori.
“Ci stiamo organizzando – ha spiegato Francesco Ceraolo della pizzeria Senza Regole – per offrire il servizio di asporto ai nostri clienti. Nelle scorse settimane abbiamo lavorato con la consegna a domicilio, adesso punteremo anche sul ritiro in sede dei nostri prodotti. Inizieremo la prossima settimana, il tempo di organizzare tutte le misure di sicurezza per offrire il servizio a garanzia dei nostri clienti. E’ un piccolo passo che ci auguriamo ci porti verso la normalità anche se le preoccupazioni per il futuro sono tante soprattutto nell’incertezza delle norme con cui ci sarà consentito aprire e la convenienza a tenere aperta l’attività se le restrizioni, per quanto giuste, non ci consentiranno almeno di coprire le spese”.
Anche Leonardo Buzzanca del Central Bar guarda con preoccupazione al futuro. “Al momento ho scelto di non aprire. Mi sto organizzando per iniziare nei prossimi giorni cercando di capire se è conveninte alzare la saracinesca. In questa fase stiamo provvedendo alla sanificazione dei locali e all’istallazione di barriere protettive per garantire la sicurezza dei clienti. Per il futuro sono molto preoccupato e spero che la situazione possa tornare presto alla normalità perchè abbiamo la necessità di lavorare per poter sopravvivere”.
Ma le preoccupazioni non mancano nemmeno nella cittadinanza. E Facebook diventa la vetrina dove dare sfogo alle proprie opinioni. Da una parte c’è chi manifesta la seria preoccupazione per una prematura riapertura ed il rischio di nuovi contagi, dall’altra c’è chi comprende le necessità degli imprenditori di una riapertura che dia respiro dopo due mesi di chiusura.

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