Patti (Me) – A maggio torna Tindari Teatro Giovani

Si è messa in moto la macchina organizzativa della diciottesima edizione di “Tindari Teatro Giovane”. Centinaia di giovani si cimenteranno sul palcoscenico del teatro comunale di via Trieste, con l’ambizione di esibirsi nello splendido scenario dell’antico Teatro greco-romano di Tindari nella giornata conclusiva della manifestazione in programma il 25 maggio. Ciascuna scuola aderente alla manifestazione metterà in scena un’opera teatrale di autori italiani o stranieri.

La rassegna teatrale, a carattere nazionale, nata nel 2002 per iniziativa del Liceo Classico e Scientifico “Vittorio Emanuele III” di Patti e del Servizio Turistico Regionale di Patti e Tindari, negli anni è cresciuta, divenendo un appuntamento importante del teatro scolastico italiano.

Inizialmente era riservata esclusivamente agli studenti delle scuole superiori, da alcuni anni è stata istituita anche una categoria per gli istituti comprensivi.

Due le sezioni previste. La prima “Senior” è riservata agli Istituti superiori che potranno proporre una rappresentazione teatrale, di un autore italiano o straniero, classico o contemporaneo, in lingua italiana, straniera o vernacolo. La seconda sezione “Junior” è invece riservata agli Istituti Comprensivi che potranno proporre uno spettacolo teatrale musicale o di danza.

Le iscrizioni si sono concluse da qualche giorno quindi a breve dovrebbero essere resi noti i nomi delle 10 scuole ammesse per la sezione Senior e delle 8 scuole per la sezione Junior. Le rappresentazioni saranno messe in scena presso il teatro “Beniamino Joppolo” dal 17 al 23 maggio, mentre la giornata conclusiva si svolgerà al teatro greco di Tindari sabato 25 maggio.

“La finalità di Tindari Teatro Giovani – ha spiegato la dirigente scolastica Graziella Scalisi nella lettera di invito – è quella di offrire uno spazio ed un luogo di cultura alla creatività dei giovani che frequentano i laboratori teatrali delle scuole, facendo rivivere i valori del teatro nella terra tindaritana testimone di una classicità intrisa di una feconda pratica culturale che ancora oggi si ripropone e attivando al tempo stesso un percorso di rapporti culturali ed umani con le nuove generazioni delle scuole d’Italia”.

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