Patti (Me) – Passerella piazzale Alioto, mancherebbe ancora il collaudo

Mancherebbe ancora il collaudo amministrativo per poter avviare l’iter per il completo utilizzo della passerella del piazzale Alioto a Marina di Patti.

Sembrerebbe che la scorsa estate il comune di Patti sia riuscito a completare l’iter per la sanatoria ed ottemperare così, a distanza di 5 anni dalla conclusione dei lavori, ad ottenere il collaudo statico dell’opera.

Adesso, però, mancherebbe ancora il collaudo amministrativo e, per questo, l’assessore comunale Marco Scardino, si starebbe per mettere al lavoro. “Cercherò – ha detto l’esponente dell’esecutivo pattese – di ultimare gli ultimi accorgimenti per ottenere il collaudo amministrativo. Provvederemo nelle prossime settimane al posizionamento dei parabordi, di altri piccoli accorgimenti e al ripristino del grigliato danneggiato dalla mareggiata di fine anno. Mi auguro che entro un mese l’iter sia completato per poter procedere al collaudo amministrativo. Successivamente la capitaneria di porto di Milazzo potrà procedere a redigere il regolamento per disciplinare l’utilizzo della passerella di attracco”.

L’opera è stata finanziata dall’Assessorato regionale Cooperazione Commercio Artigianato e Pesca nell’ambito del bando del Fondo Europeo della Pesca denominato “Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca” volto ad affinare i servizi offerti nei porti di pesca, a migliorare le condizioni del pesce sbarcato dai pescatori costieri, nonché ad incrementare la sicurezza dei pescatori” per l’importo complessivo di 535.700,00 euro di cui 481.351,26 euro dalla Regione e la restante parte a carico del Comune. L’intervento riguardava sia la realizzazione di un approdo che la riqualificazione della piazza. I lavori iniziati nel 2013, hanno visto, nell’agosto 2014 l’inaugurazione del solo piazzale, intitolato a Francesco Alioto. Per quanto riguarda la struttura per l’attracco delle imbarcazioni l’iter però è stato più lungo e macchinoso. Solo il 22 maggio 2017 il Comune di Patti richiese il nulla osta in sanatoria al genio civile riuscendo a concludere l’iter nel 2019 a 5 anni di distanza dalla conclusione dei lavori. Adesso si attende l’ultimo tassello per rendere pienamente fruibile l’opera.

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