Patti (Me) – L’opposizione chiede lo streaming del consiglio

Impegnare il presidente del consiglio Nicola Molica a riattivare le dirette streaming del civico consesso. E’ quanto richiesto dai consiglieri Gianni Di Santo e Giacomo Prinzi che hanno presentato una mozione che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale che tornerà a riunirsi lunedì 16 settembre alle ore 16.
I due esponenti dell’opposizione evidenziano che il sindaco Mauro Aquino, già nel corso del suo primo mandato iniziato nel 2011, aveva dato il via alle dirette internet delle sedute del consiglio comunale “mettendo in evidenza – si legge nella mozione – la volontà di porre i cittadini nelle condizioni di poter assistere alle sedute del consiglio comunale anche da casa”.
Prinzi e Di Santo evidenziano che “nel corso degli anni tale procedura è stata via via abbandonata” e per questo puntano ad impegnare il presidente del consiglio Nicola Molica a riattivare il servizio.
Nel tempo la possibilità di assistere in diretta streaming alle sedute del civico consesso è stato molto apprezzato dalle tante persone che, pur volendo partecipare, non avevano la possibilità di recarsi a Palazzo dell’aquila personalmente. Anche perchè la posizione della sede del Municipio non facilita la partecipazione e quindi in molti evitano di andare alle sedute dell’assemblea cittadina. La trasmissione via web dava alle persone la possibilita di partecipare attivamente all’attività politica anche sulla base di quel principio di trasparenza di cui questa amministrazione è sostenitrice.
Il servizio, negli anni, è stato offerto in maniera saltuaria senza una chiara motivazione. Attualmente le tornate del civico consesso vengono registrate e poi, senza tempi certi, rese disponibili a distanza di giorni sul sito internet del comune di Patti. Ma la possibilità offerta ai cittadini di essere spettatori attraverso le dirette web consentono una maggiore partecipazione e comprensione delle dinamiche amministrative. L’attuale amministrazione era stata precursore nel tempo nel proporre uno strumento di partecipazione che adesso, nella maggior parte dei comuni viene proposta e pubblicizzata per una maggiore trasparenza dell’attività, mentre a Patti è stata soppressa senza una motivazione ufficiale.

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