Patti (Me) – Le maschere da sub della Decathlon trasformate in dpi

Nei giorni scorsi era partita la raccolta di maschere da snorkeling della Decathlon per essere trasformate in dei respiratori da utilizzare presso l’ospedale “Barone Romeo” di Patti per far fronte alla eventuale carenza di ventilatori. Sono state centinaia i dispositivi donati da diverse persone dell’area dei Nebrodi in una bellissima corsa alla solidarietà e trasformate da Alessio Papa, Mario Brancato e Davide Scaffidi Saggio per essere utilizzate in caso di necessità.

Adesso, per sopperire alla carenza di dispositivi di protezione individuale, soprattutto mascherine e visiere, con lo stesso procedimento della stampa 3D, sono state attuate delle specifiche modifiche per trasformarle in visiere protettive. E’ stato previsto un doppio sistema di filtraggio per l’aria, uno di ingresso e l’altro di uscita, per potere adattare le maschere a dispositivi di protezione individuale.

Le prime maschere protettive sono state già ultimate e, nei prossimi giorni, saranno consegnate al presidio ospedaliero “Barone Romeo” di Patti.

“Vista la carenza di dispositivi di protezione individuale – ha raccontato Alessio Papa – per il personale sanitario dell’ospedale di Patti abbiamo modificato la maschera da snorkeling della Decathlon per farla diventare un dpi full face. Il plexiglass della maschera impedisce la contaminazione degli occhi, mentre per la respirazione abbiamo preparato un doppio sistema di filtraggio sostituibile”.

La spinta solidaristica ha anche creato una rete di makers volontari che, in tutta italia, si sta adoperando per realizzare i pezzi necessari per la trasformazione delle maschere da sub in presidi medici. Una valida ed importante alternativa per far fronte alla carenza di materiale professionale.

A tal fine, nei giorni scorsi è nata la piattaforma AirFactories.org, che ha visto la luce da un’idea del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina, dell’incubatore d’imprese Innesta, dello spinoff Smartme.IO e della startup innovativa Neural. Air Factories è la prima “fabbrica distribuita” che, nel pieno dell’imperversare dell’emergenza sanitaria, dovuta al COVID-19, sta mettendo in rete i 3D makers di tutta Italia. 

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