Ospedale “Barone Romeo”: un documento dei sindaci per chiederne il potenziamento

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L’assemblea dei sindaci del distretto socio-sanitario D30 ha approvato, all’unanimità, un documento per chiedere alla classe politica regionale garanzie a tutela dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti.

“Chiediamo – hanno scritto i primi cittadini – che vengano assunti provvedimenti seri e coraggiosi, anche in deroga alle disposizioni nazionali, per garantire i livelli essenziali di assistenza”. Allo stesso tempo è stato chiesto all’assessore regionale alla salute Ruggero Razza un incontro per affrontare la questione.

Nella nota, redatta anche grazie alla collaborazione di alcuni consiglieri comunali pattesi, viene evidenziata l’importante attività del presidio ospedaliero, la notevole estensione del territorio su cui ricade la diretta competenza, la conformazione dell’area nebroidea e, soprattutto, l’aumento degli utenti nel periodo estivo.

“La politica – si legge nel documento – deve garantire la funzionalità e l’efficienza dei servizi offerti dal Barone Romeo e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza”.

I sindaci, tornano a ribadire che la classificazione di ospedale di base prevista nella nuova rete ospedaliera non può essere una tutela per il futuro e, soprattutto, chiedono un immediato intervento su alcune situazioni gravi e emergenziali.

Il documento è ben strutturato ed analizza nel dettaglio le varie problematiche dell’ospedale. Per quanto riguarda la chirurgia generale viene evidenziata la mancata nomina del primario di cui si attende ormai da oltre sette anni e la carenza del personale in servizio di cui mancano ben due dirigenti medici con la situazione che quelli in servizio sono costretti a turnazioni estenuanti.

In merito alla cardiologia ed emodinamica viene evidenziato come, nel tempo, la divisione stia raggiungendo importanti risultati. “L’attivazione del reparto di emodinamica – si legge nella nota – comprova che l’Ospedale “Barone Romeo” è quello che meglio risponde alle esigenza delle reti tempo – dipendenti di un vasto territorio e conferma che deve diventare centro di riferimento per la cardiologia della costa tirrenica del messinese. Appare opportuno che nell’immediato venga rispettato l’impegno assunto: l’emodinamica dovrà essere attiva H24. Inoltre, in un territorio con un alto tasso (purtroppo con grande incidenza di mortalità) di infarto del miocardio appare opportuno, in ottica della necessaria prevenzione, che il reparto venga dotato di ulteriore personale e dell’apparecchiatura per eseguire la scintigrafia”.

Attenzione viene posta dai sindaci anche per l’ortopedia che, come la chirurgia, manca di un primario e di un adeguato numero di dirigenti medici che possano garantire la funzionalità del servizio secondo gli standard che aveva raggiunto nel passato. “Nel reparto – hanno scritto i sindaci – da diversi mesi non vengono più disposti ricoveri. Anche per il reparto di ortopedia si chiede di procedere immediatamente alla nomina del primario nonché del necessario personale che possa garantire l’efficienza e l’efficacia del reparto”.

Non da meno è l’attenzione che viene chiesta per il reparto di oculistica, classificato adesso come struttura semplice, che sino ad oggi ha effettuato una media annua di circa 2000 interventi. Secondo i sindaci le nuove disposizioni regionali renderanno impossibile effettuare una serie di interventi ad oggi garantiti. “Pertanto, per evitare l’illogico declassamento dell’oculistica – hanno scritto – si chiede di prevedere nuovamente almeno due posti letto al servizio del reparto per poter garantire l’esecuzione di determinati interventi e nell’ottica di un necessario riconoscimento degli importanti risultati raggiunti grazie all’impegno del personale oggi presente”.

Dopo la scomparsa della nefrologia, oggi la politica locale torna a chiedere la sua riattivazione, così come viene sollecitata la riclassificazione dell’otorinolaringoiatria”.

L’augurio è che, a fronte di un cronico depotenziamento di fatto dell’ospedale “Barone Romeo”, al fine di tutela il diritto alla salute, le istituzioni locali si attivino fattivamente per tutelare un bene prezioso pe tutto il territorio considerando che, per struttura, storia, e personale in servizio, il presidio ospedaliero pattese continua a rappresentare sempre un importante punto di riferimento per gli utenti di un vasto territorio.

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