Milano – Il prefetto Renato Saccone: «Milanesi prudenti, ma no al “liberi tutti”»

«È certamente il momento di consentire maggiori libertà, ma di sicuro non quello che si è visto sui Navigli». Il prefetto di Milano Renato Saccone analizza le questioni legate alla fase 2 della sua provincia in un’intervista al quotidiano “Avvenire”.

«Durante il lockdown le forze dell’ordine hanno fatto oltre 600mila controlli in città e provincia e solo nel 3% dei casi hanno rilevato infrazioni, una percentuale che parla da sola. C’è stata una grande consapevolezza: Milano nel momento del rischio di collasso del sistema sanitario ha tenuto, ma prosegue ancora lentamente verso l’azzeramento del contagio. Bisogna restare concentrati sull’obiettivo: per questo è preoccupante la sensazione del “liberi tutti”».

I controlli continueranno, assicura, «ma il migliore alleato resta la consapevolezza diffusa nei comportamenti», indispensabile evitare gli assembramenti e indossare le mascherine. «Nessuno è in grado di prevedere che succederà, vi sono troppe incognite e la gradualità ci consentirà di non fare passi indietro traumatici».

Ma il prefetto Saccone ha notato anche segnali incoraggianti. «Basti pensare a come la gente si è mossa con il trasporto pubblico in questa settimana. Si temevano assembramenti e invece la stessa compostezza che c’è stata davanti ai supermercati durante il lockdown, si è registrata sui mezzi pubblici».

Diocesi e prefettura hanno lavorato insieme per la ripresa delle celebrazioni liturgiche. «La ripresa del culto attiene non solo alla sfera religiosa di ogni credente, ma favorisce il rafforzamento del senso di comunità e della coesione sociale», ha osservato Saccone.

Per quanto riguarda la ripartenza delle attività produttive, l’attenzione del prefetto è puntata su diversi aspetti: la sicurezza dei lavoratori, le erogazioni a sostegno delle imprese, i tentativi di infiltrazioni da parte di organizzazioni mafiose nel tessuto produttivo. Sull’ultima questione, il prefetto assicura: «L’attenzione è molto alta. E noi siamo pronti a fare controlli ancora più incisivi per evitare che nella miriade dei piccoli prestiti che vengono erogati ci possano essere infiltrazioni mafiose».

Altro capitolo importante è quello del disagio sociale. «La regione – ha dichiarato – già si è mossa con importanti finanziamenti per sostenere abitazione e reddito. E la città di Milano lavora in sintonia con il Terzo settore – soggetto forte del sistema – per potenziare la rete di sostegno per le fasce più deboli. Questa parte di popolazione andrà aiutata anche per evitare elementi strumentali di tensione».

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